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Opportunità

Ci proponiamo di evidenziare in quest'area notizie e aggiornamenti di interesse operativo che possono costituire delle opportunità dirette o indirette per il mondo delle imprese. Anche in questo caso le vostre segnalazioni saranno utili per arricchire i materiali a disposizione del network CSRPiemonte.

Fiscalità agevolata e welfare aziendale

Le categorie di servizi che possono essere destinati ai dipendenti, ai sensi dell'Art. 51, comma 2, TUIR, senza aumentarne il reddito imponibile.

In attesa di un prossimo pronunciamento in materia da parte dell’Agenzia delle Entrate ricordiamo alle aziende quali categorie di servizi possono essere destinati ai dipendenti, ai sensi dell’Art. 51, comma 2, TUIR, senza aumentarne il reddito imponibile:

  • contributi di assistenza sanitaria (check-up medici, assicurazione infortuni o vita ecc.)
  • piani pensionistici
  • somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro (mense aziendali, cestino della spesa)
  • prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti (servizi di navetta)
  • servizi e prestazioni per la frequenza di asili o colonie da parte dei figli dei dipendenti
  • servizi legati all’istruzione dei figli dei dipendenti
  • servizi di assistenza sociale (baby sitter o contratto affidato a terzi per servizi di baby sitting) per i figli dei dipendenti
  • servizi di ricreazione (visite guidate a musei, riduzione biglietto spettacoli, convenzione con palestre o centri poli-sportivi)

Nello specifico, come riporta l'Art. 100, TUIR, tutte: "Le spese relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per 1000 dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi".

Nuovi criteri "sociali" per gli appalti pubblici

Il richiamo alla sostenibilità ambientale, nell'ambito degli appalti pubblici, prosegue il suo percorso e si arricchisce di una rinvigorita esigenza di valutare le conseguenze sociali delle scelte di mercato fatte dalle pubbliche amministrazioni. L'obiettivo è perseguito dal recente Decreto del 6 giugno 2012, pubblicato nella G.U. n. 159 del 10 luglio tema di "Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici".
Un precedente significativo dal quale prende spunto il citato decreto è costituito dal "Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione", adottato, nell'ambito delle politiche di GPP (Green Public Procurement), con il decreto interministeriale del 11 aprile 2008.

Protocollo d'intesa per la promozione degli acquisti pubblici ecologici

La gestione ecologica degli acquisti pubblici "Green Public Procurement" consiste nella possibilità di inserire criteri di qualificazione ambientale nelle ordinarie procedure di acquisto di beni e servizi delle Pubbliche Amministrazioni.
Il progetto APE (Acquisti Pubblici Ecologici) della Provincia di Torino, avviato nel 2003 con il supporto tecnico di ARPA Piemonte, ha l'obiettivo di sensibilizzare gli uffici acquisti e ambiente provinciali degli enti del territorio e di supportarli nella definizione e integrazione di criteri ambientali nelle procedure di acquisto di sempre più numerose tipologie di prodotti e servizi. I partner di progetto hanno definito in un Protocollo d'Intesa per la promozione degli Acquisti Pubblici Ecologici una politica di acquisti sostenibili che prevedendo l'introduzione di criteri sociali nell'ambito degli acquisti tessili costituisce un caso unico a livello nazionale.

Dall'Unione Europea un network di consulenza per le piccole e medie imprese

La Commissione europea finanzierà la creazione di una rete per fornire consulenze nell'ambito della CSR alle piccole e medie aziende. Il progetto riconosce infatti l'importanza delle PMI nel migliorare la competitività europea, l'innovazione e la crescita sostenibile, così come la capacità della CSR per offrire alle PMI nuove opportunità di business sostenibili.

Banche, imprese e istituzioni insieme per promuovere la cultura della responsabilità

Il Protocollo d'Intesa ABI, Confindustria, Ministero dello Sviluppo Economico segue quello siglato a gennaio 2011 e da l'avvio alla fase due della sperimentazione sul territorio. L'iniziativa è la prima di sistema realizzata insieme da banche, imprese e istituzioni a sostegno della responsabilità d'impresa, con uno specifico riferimento alle banche di piccole e medie dimensioni.